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Simone Setaro, che per motivi di studio e lavoro si è trasferito a Torino, ci ha inviato questa bellissima lettera per salutarci ed augurarci un buon inizio di stagione:

"Buon inizio di campionato a tutte le categorie.
Purtroppo quest’anno, dopo tanti anni, non potrò seguirvi in prima persona, ma sicuramente avrò modo di venire a vedere le partite in un qualche week end in cui avrò la possibilità di tornare in quella collina dove ogni sabato e domenica sembra di ritrovare la festa del calcio, dove bambini genitori e tutti gli accompagnatori legati alla Consolata si ritrovano per il semplice e puro divertimento di questo sport.
Io, per motivi di studio e di lavoro, ho intrapreso un’altra strada, che per il momento mi allontana da tutti voi, ma temporaneamente. Mi dispiace soprattutto per le due squadre che avrei dovuto allenare e che purtroppo non avrò occasione di seguire come allenatore.
Sarà per me un dispiacere non essere più allenatore della Consolata e il legame che ho creato con questa società è un aspetto fondamentale di quanto un gruppo di allenatori e dirigenti facciano del proprio meglio per portar avanti uno strumento , come quello dello sport , che PUO’ e allo stesso tempo DEVE essere mediatore di divertimento ed educazione.
Inutile dire che mi mancherà calpestare l’erba del campo della Consolata o dell’Albero d’oro , o di respirare l’aria di un campo in sintetico grigio intriso dal suono delle sgambate dei più grandi ai dei più piccoli, del piede che colpisce un pallone, del tonfo di una caduta o del rumore delle scarpette che sporche di fango sbattono contro la lastra metallica posta sulla facciata esterna dello spogliatoio per pulire i tacchetti sotto la suola.
Mi mancherà il fischietto dell’arbitro o il richiamo di qualche allenatore che riprende il proprio gruppo, l’acqua che schizza dalle fontane che puntualmente i ragazzi abusano per bagnarsi a fine allenamento, delle casacche da appendere o dei palloni da gonfiare e della pila di coni e cinesini da posizionare in campo prima di ogni allenamento.
Mi mancherà il pensiero di organizzare un allenamento, valutare come il gruppo sta migliorando, insegnare qualsiasi gesto tecnico attraverso il gioco, le risate e le rincorse dei primi minuti di ogni allenamento dove il bimbo o ragazzo si sente libero di scorrazzare e sentirsi lontano da compiti, scuola, problemi di matematica o di qualche interrogazione del giorno seguente, delle discussioni con i genitori, delle incomprensioni con qualche coetaneo … il calcio e lo sport incanala quello che più può far sentir libero di giocare e sentirsi sereno di divertirsi, e l’allenatore, in primis, ha il compito di seguire ogni aspetto, in un ventaglio di aspetti educativi, tecnici, emotivo-affettivi e infine il compito principale di prendere a mano tutto ciò e far muovere in sinergia e armonia sempre in funzione di un gruppo, di in una squadra evidenziando con attenzione ogni particolare esigenza o qualsiasi tipo di disagio o malumore percepito dal bambino.
Allenare non è facile, allenare è cosa seria, essere educatore prima di allenatore è la priorità, so con certezza che gli obiettivi preposti da ogni allenatore saranno sempre quelli perseguiti in questi anni dove ho avuto il piacere di essere parte di questa società .
Sport come mediatore di educazione e divertimento, solo così ogni allenatore può far crescere un bambino serenamente a vivere un gruppo e un calciatore di sentirsi parte di una squadra di calcio che migliora non attraverso il risultato ma attraverso il piacere di stare insieme.

Un caloroso saluto da Simone e un bocca al lupo a tutti i calciatori, dirigenti e allenatori"


 

 



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